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UN SOLO ED UNICO MARZIO RAIMONDI!

31-07-2023 14:25 - PRIMA CATEGORIA
402 presenze tra settembre 2008 e maggio 2023, numeri irripetibili per O'Rey
BOVES - Le frasi fatte sarebbero tante, i luoghi comuni pure, ma la sostanza è che si chiude un pezzo di storia del calcio bovesano se non, addirittura, del calcio dilettantistico cuneese.
Dopo quindici stagioni e quattrocentodue partite con la maglia del Boves, capitan Marzio Raimondi (trentacinque anni compiuti lo scorso 30 aprile) annuncia il ritiro dal calcio giocato.

Marzio, quali sono le tue sensazioni dopo aver preso questa decisione?
"Penso sia inevitabile sentirsi soddisfatti.
E' stato un percorso lungo, fatto di sacrifici, gioie e dolori ma penso di aver dedicato molto del mio tempo al calcio, forse troppo, ma non lo rimpiango; allo stesso modo sono convinto di aver ricevuto anche tanto, forse non a livello di risultati, con una sola promozione in quindici anni, ma sicuramente a livello umano.
Diverse sono le ragioni che mi hanno spinto a rimanere per tutta la mia carriera a Boves: innanzitutto per la società, in qualche modo diversa da molte altre, che privilegia in primis l'aspetto umano delle persone che giocano per i suoi colori e poi il valore calcistico; inoltre, per il clima che si è creato e respirato ogni anno nello spogliatoio.
Mi sono sempre sentito come in una grande famiglia, a partire dalla dirigenza, passando per i compagni e finendo con i tifosi.
Ho incontrato moltissime persone in questo cammino, con alcune delle quali, compagni ed anche avversari, ho stretto profondi e sinceri legami di amicizia: non starò qui a elencarli tutti, ma in cuor suo ognuno di essi sa di chi sto parlando!".

Quanto è stato difficile decidere di smettere di giocare?
"Ad essere sincero non è stata una decisione sofferta; inevitabile forse sì, vista ormai la lontananza fisica da Boves e l'attaccamento troppo forte a questi colori, legame che mi ha portato a decidere di non giocare per altre società.
Si tratta in realtà di una decisione che era già nell'aria da qualche anno, ma dopo queste due ultime stagioni, bellissime ed emozionanti, mi sento di poter abbandonare il calcio giocato serenamente.
Lascio un gruppo che ha ormai solide fondamenta, a partire dai “vecchi” dello spogliatoio (qui mi è scappato un sorriso!), in primis Gabriele Giorsetti e Nicolò Sidoli, ma anche Luca Bertolino, Mario Shehu e Joshua Armitano che, con il loro arrivo, hanno sicuramente portato nuova linfa, voglia di giocare ed entusiasmo a uno spogliatoio che aveva bisogno di nuovi stimoli.
Francesco Polizzotto, Andrea Calandra, Andrea Silvestro, Pietro Civalleru, Stefano e Samuele Giordano, i “giovani”, nonchè gli innesti recenti quali Igor Pepino, Lorenzo Macagno e Nicolò Porqueddu sono tutte persone per le quali nutro stima e con cui mi sono goduto ogni momento trascorso insieme, in campo e fuori.
Sono sicuro che i nuovi arrivi, ufficializzati dalla società da poche settimane, non faticheranno ad integrarsi in questo meraviglioso gruppo, con uno staff molto preparato che li seguirà in ogni circostanza.
Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno accompagnato in questi anni fantastici a Boves: allenatori, dirigenti (tra cui gli indimenticabili Valter e Dreia), compagni e tifosi.
Un ringraziamento speciale ovviamente va ai miei genitori, che, fin quando hanno potuto, difficilmente hanno saltato una partita, pronti a tifare per il Boves".

In tutti questi anni quali sono stati i momenti che emotivamente ricordi di più, sia nel bene che nel male?
"Difficile sinceramente ricordarli tutti, perché sono tantissimi: in questi anni, davvero, ho vissuto ogni tipo di emozione che uno sport meraviglioso come il calcio è capace di regalare.
Nel bene di sicuro serberò sempre il ricordo del mio primo anno a Boves, arrivato dal Caraglio, in una squadra che era appena salita in seconda categoria e che aspirava a far bene.
Ricordo ovviamente con piacere anche l'anno in cui siamo saliti in Promozione con mister Mario Volcan, vincendo i play-off nel giugno 2011 nella finale di Sommariva Perno contro il Bevingros Eleven, nonchè le cinque stagioni in cui abbiamo giocato in quella categoria, calcisticamente parlando molto competitiva ma stimolante.
Fu molto bella la targa ricevuta dall'allora capitano Fabrizio "Icio" Castellino a Vinovo nella primavera del 2015 per le duecento presenze in rossoblu, con gli applausi anche del pubblico avversario.
La vittoria casalinga contro il Villar Perosa nel maggio 2016, che ci diede la matematica salvezza al termine di un'annata complicatissima con al timone un grande allenatore e uomo come Riccardo Macagno, sono ricordi emotivamente positivi.
Meravigliose le sensazioni delle prime partite da capitano, a partire dal gennaio 2017: un onore e un onere non indifferenti, ma che col tempo ho saputo gestire grazie anche all'aiuto di fantastici compagni di squadra.
I ricordi negativi inevitabilmente esistono, ma sono in realtà legati più a motivi personali e privati di compagni di squadra, ex compagni e dirigenti o infortuni, piuttosto che a dispiaceri calcistici; anche la retrocessione dalla Promozione è stata comunque un'esperienza che ha insegnato a me, ed a i miei compagni, qualcosa di buono in un'annata molto dura.
Difficile invece esprimere quali sentimenti siano legati al periodo del Covid, emozioni certamente però non positive: durante ed al termine di questo lungo ed estenuante periodo, infatti, avevo già preso in seria considerazione la possibilità di smettere, ma l'arrivo di Pierangelo Calandra nell'estate del 2021 mi diede nuovi stimoli e, così, presi la decisione di continuare; ora posso dire con certezza che fu la scelta giusta".

Ci sarà per te un futuro a Boves e vuoi già annunciarlo? Oppure ti allontanerai dal calcio?
"Trovo difficile, sinceramente, dare una risposta certa a questa domanda ora; dopo quindici anni di allenamenti, partite e viaggi (quasi trenta, in realtà, se si considera anche il settore giovanile e le esperienze tra Cuneo, Busca e Caraglio) ho bisogno di staccare un attimo.
Allo stesso modo, però, mi conosco, e trovo improbabile il pensiero di allontanarmi definitivamente sia da uno sport che mi ha dato tanto, che da una società e da persone a cui sono molto legato.
Non mi dispiacerebbe ovviamente rimanere vicino al Boves, magari facendone parte in futuro a livello dirigenziale.
Se alla società starà bene che io possa entrare a far parte dell'organico, di sicuro da parte mia ci sarà la disponibilità a discuterne!
Chi vivrà, vedrà: per ora, mi godo le vacanze ed un nuovo percorso di vita, sia lavorativo che sentimentale (con la gioia d'un matrimonio in vista con Luisa) e di lavoro, che mi ha porta lontano da Boves".

Fonte: A.E. - Ufficio Stampa Boves Mdg © riproduzione riservata
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